L’ avvocato del diavolo

due facce della stessa medagliaMartedì è stata una giornata strana…

Dopo aver organizzato da giorni una riunione (alle ore 18.00 a Corsico) dei w240 siamo venuti a sapere che dalle ore 15:00 alle 17:00 dello stesso giorno l’ Rsu e i sindacati avevano organizzato un incontro guarda un pò – suono di tromba – con l’ avvocato D’ Ancona (sinceramente non ricordiamo se della CGIL, CISL o boh… )

Comunque

Durante l’ orario di lavoro sostanzialmente si è detto questo:

Le Rsu e segreterie nazionali vogliono cercare di riaprire la vertenza chiedendo la riduzione del perimetro ed eventuali alternative ai trasferimenti (cosa che sinceramente riteniamo ammirabile almeno concettualmente ma non capiamo come si possa riparare adesso a livello sindacale se non si è riusciti prima a coinvogliare la vertenza nella giusta direzione) mentre dall’ altro canto l’ avvocato dei sindacati conferma il fatto che “l’ azienda  può effettuare i trasferimenti a livello legale; al massimo le motivazioni le troveranno poi… ”

mentre, questa è la cosa che ci ha lasciato basiti, l’ altra campana ha suonato 2 volte….

Alle ore 18.30 circa gli avvocati dei W240 hanno illustrato la vertenza (partendo come base proprio dall’ accordo sindacale) e ci hanno fornito tutta una serie di motivazioni tecnico-legali per le quali il trasferimento non solo è  impugnabile ma, è contraddittorio e volutamente vago.

A questo punto cosa fare: diamo retta ai sindacati  ? Mah…

Secondo noi bisogna allargare sempre più il gruppo di lavoro coinvolgendo tutti i trasferiti  ed impugnare legalmente quel pezzo di carta.

Diamo NOI adesso un segnale forte all’ azienda e facciamo vedere al Management che con 30, 100, 200 denari siamo solo noi a decidere del nostro futuro.

Lo Staff di w240

5 Risposte a “L’ avvocato del diavolo”

  1. Maurizio Dotti RSU WIND Milano Dice:

    1 L’Avvocato D’Ancona è della FISTel CISL, ma parlava anche per i Legali SLC e UILCOM da cui aveva ricevuto delega. La Uilcom aveva già precedentemento fatto un’assemblea degli iscritti con il loro Legale

    w240: Nell’ articolo si dice chiaramente: con l’ avvocato D’ Ancona (sinceramente non ricordiamo se della CGIL, CISL o boh… )

    2 Scrivete che le RSU e le Segreterie Nazionali vorrebbero riaprire la vertenza. Non è così. I Nazionali hanno sciolto la riserva quindi per loro la vertenza è chiusa e si tratta solo di gestire l’accordo “al fine di pervenire ad una più puntuale definizione delle condizioni dell’accordo”. I tre punti proposti in assemblea sono quelli invece dell’OdG votato l’8 gennaio e firmato da RSU e OO.SS. di Milano.

    w240: Errata corrige RSU e Segreterie Territoriali. Ma le Nazionali non sono votate dalle territoriali (prova a leggere il comunicato dei cobas)?

    3 L’Avv. ha detto qualcosa in più. Condivisibile o meno, ma non solo quello che scrivete.

    w240: A tal proposito ti chiediamo di farci avere un comunicato ufficiale dell’ avvocato che riproporremo sul blog.

    4 Diamo retta ai Sindacati? La scelta di tentare ancora, nonostante tutto un percorso sindacale difficile è stata oggetto di discussione in assemblea. Si è detto di non dilazionare troppo i tempi per non compromettere eventuali scelte d’altro tipo (legali) che alcuni Lavoraotri potrebbero voler intraprendere. Se si vuol già impugnare ora che senso avrebbe chiedere l’incontro, parlare di piattaforme?

    w240: Diciamo che chi ha detto in assemblea di non dilazionare troppo i tempi è un lavoratore Wind e non è un RSU. La domanda è questa … che senso ha parlare di piattaforme e cercare ulteriori accordi quando è proprio l’ accordo (firmato senza delega) che deve tornare al mittente ?

    5 Noi chi? A nome di chi vi esprimete. Intendete delegittimare l’assemblea? Non è quello il luogo del “noi”?

    w240: A nome dei lavoratori Wind sotto trasferimento … W(ind) 240 ti dice nulla ? Il problema non è legittimare l’ assemblea o creare un blog dove si possano leggere e recuperare determinate informazioni. Il problema è affrontare la vertenza.
    Ti invitiamo a riflettere non dell’ effetto (la creazione del w240) ma della causa… quante persone hanno posto domande alle quali RSU e sindacati non hanno risposto ?

  2. Maurizio Dotti Dice:

    Invece di pubblicare il mio commento avete pubblicato il commento al commento. Mah!
    Le riflessioni da parte della RSU non mancano. Lo spontaneismo non necessariamente è più democratico degli organismi rappresentativi. Sostiuire il dibattito, la richiesta di regole esigibili, con l’improvvisazione, non capisco bene dove possa portare. Che si tratti di iniziative dettate dal contingente è evidentemente. La questione e la battaglia per regole democratiche di partecipazione, di rappresentanza, di pluralismo non è nuova. Ribadita, ad esempio, nel documento della conferenza d’organizzazione Cgil (http://www.cgil.it/org/Conferenza%20Organizzazione/DocumentiConferenza.pdf). Personalmente ho qualche dubbio sulle scorciatoie. Le critiche sono giuste, altra cosa sono le iniziative che parcellizzano. Io credo siano controproducenti. Possono essere fatte in buona fede per ingenuità oppure strumentalmente per utilizzare momenti di difficoltà con fini di “entrismo”. Il movimento sindacale ha una storia. Non sono fatti nuovi. Io credo che i valori della Cgil, in questa vicenda, siano stati sacrificati in nome di una malsana idea di real politik. Chiaro che prima di decidere strade alternative alla rappresentanza sindacale bisognerebbe saper anche distinguere, sopratutto se ci si esprime a livello collettivo, come fate (pur nell’anonimato). Io constato che invece pur dimostrando di non conoscere le posizioni distinte a livello confederale si punta il dito senza tante distinzioni. Sia chiaro a tutti che se le regole non cambieranno quel che è accaduto potrà ripetersi. Ci sono fior di documenti e tesi congressuali che inviterei gli autori del blog a leggere. Poi a piantare bandierine siam tutti bravi, a far testimonianza. Per incidere ci vuol altro. Liberi di non riconoscere quel che è stato fatto. Mi chiedo come mai prima di questa vicenda nessun interesse. Ricordo, ad esempio, cosa la Rsu disse in occasione del rinnovo del Ccnl, la critica sull’art. relativo ai trasferimenti. Come mai tutti favorevoli a quel testo allora? I No furono pochi. Oggi si paga. Gli effetti hanno una causa, proprio vero. V’invito a riflettere.

  3. lav_wind_milano Dice:

    Rispondiamo a commento di Dotti

    Le iniziative che abbiamo effettuato hanno trascinato il sindacato e le RSU
    Abbiamo convocato una assemblea coi legali il 5 febbraio alle 18 e il sindacato dopo giorni di silenzio sulla firma all’accordo convoca una ASSEMBLEA con un legale CISL per bruciare sui tempi la nostra . D’Ancona: “fatevi rappresentare dal sindacato milanese e non fate cause legali”

    Ma Dotti: “se le azioni sindacali fallissero allora proporremo noi le cause legali . contraddittorio e se dei lavoratori lo dicono in anticipo il legale CISL o le RSU rispondono : NO NON SI Può fare perché voi non siete il sindacato …”

    Invece quando i lavoratori si muovono trascinano sempre il sindacato.

    Collettivo e anonimato , sono 2 lati che dobbiamo usare , non avendo le tutele delle RSU.

    in occasione del rinnovo del Ccn forse le RSU non hanno saputo spiegare adeguatamente ai lavoratori la critica sull’art. 25 relativo ai trasferimenti.
    non si sono espresse bene allora e furono pochi a criticare il contratto nazionale visto che non si illustrò in modo adeguato il pericolo.

  4. valentina Dice:

    Provo a dire la mia, solo per i semplice motivo che la mancanza di regole sulla rappresentanza e sulla democrazia sindacale in questo momento viene fatto pagare ai lavoratori di Wind lorenteggio Ho letto che si propone come soluzione l’appoggiare le tesi di minoranza all’interno della cgil, in attesa di tempi migliori e in attesa che la coscienza del popolo si imponga a una classe politica e sindacale per costringerli a fare una legge che non vogliono. Va beh, così neppure i nipoti dei miei nipoti vedranno mai una legge sulla rappresentanza.
    In realtà, anche se tutti i lavoratori di Wind chiedessero a gran voce un accordo tra CGIL, CISL e UIL sulla democrazia sindacale, difficilmente sarebbero ascoltati perchè l’assenza di regole è funzionale al gioco di potere, al gioco che legittima organizzazioni sindacali burocratizzate, che hanno ormai solo il fine di riprodurre se stesse e sono slegata dalla realtà ( interessante è il contributo del sociologo tedesco Max Weber sui processi degenerativi delle organizzazioni).
    Ho partecipato a molte trattative sindacali in Wind e sempre ho visto riprodursi questo gioco perverso: organizzazioni sindacali completamente slegate da una base di rappresentanza le egittimate solo dal gioco delle parti, dall’avvallare le scelte aziendali per avere come contropartita il riconoscimento del padrone a trattare a nome dei lavoratori, mentre ai lavoratori neppure viene chiesto se possono sottoscrivere accordi a loro nome.
    Il gioco è semplice: visto che non ho più un’adesione e non sono radicato nei posti di lavoro e nella realtà quotidiana, la scorciatoia consiste nel sottoscrivere le scelte aziendali con ripercussioni pesanti sulle persone e con l’unico vantaggio per l’organizzazione sindacale di vedersi riconosciuto un ruolo di rappresentanza, ormai perso. Non si sceglie di curare il male chiedendosi perchè le persone non aderiscono più al sindacato, si è scelta la scorciatoia, di continuare ad esistere grazie ai favori che vengono fatti ai padroni, attraverso trattative sindacali fatte a danno dei lavoratori. Ma oltre al danno, c’è anche la beffa di farlo a nome loro.
    Mica siamo più negli anni settanta dove alla Breda di Sesto il 90% dei lavoratori aveva in tasca la tessera sindacale e ora c’è un momento di crisi del sindacato ( a livello europeo, mentre negli USA, paese senza una tradizione forte, si ha un momento di forte crescita del movimento sindacale e sarebbe interessante discutere dei motivi di questo trend positivo negli states).
    Ma tornando a noi, mi chiedo se l’appoggiare un’organizzazione come la cgil ( averne la tessera in tasca o essere una rsu eletta nelle sue liste, e ciò vale anche per me) non implichi l’assumersi moralmente la responsabilità di quanto successo e mi chiedo se basta dire ma io appoggio le tesi di minoranza per non essere responsabili di quanto l’organizzazione sindacale nella sua totalità fa.
    Mi ripeto poco importa se all’interno ci sono discussioni interminabili tra chi chiede una legge, chi un accordo con cisl e uil e chi gli va bene così. Ai lavoratori e anche a me interessano le scelte sindacali fatte sulla mia pelle e su quella di chi lavora, non le discussioni tra diverse tesi nelle sale per le conferenze.
    Ripenso alla nostra esternalizzazione e al mio ruolo di rsu durante quei mesi. Mi ritorna in mente che essendo ben conscia della mancanza di regole sulla rappresentanza e della brutta abitudine di molti di inventarsele sul momento a danno dei lavoratori al solo fine di legittimare il loro ruolo, i loro privilegi e il loro stipendio, come rsu ci siamo poste a garanzia del processo democratico. Nelle assemblee ci sono state almeno sei votazioni in un mese e mezzo contro una trattativa, le diffide fatte in massa con i moduli forniti da noi, la campagna sui giornali pochi gioni prima del tavolo ministeriale per pubblicizzare la mancanza del mandato a trattare, al solo scopo di avvertire i sindacalisti di Roma che se avessero fatto il gioco sporco sarebbero stati denunciati anche a livello mediatico.
    Mi cosa vuol dire farsi garanti della democrazia sul posto di lavoro? Oltre a prevedere i tranelli e la strategia con cui evitarli, per me ha significato promuovere la partecipazione.
    Che se ne dica la lotta contro la nostra esternalizzazione è una bella pagina per il movimento sindacale ( i lavoratori interessati hanno deciso di opporsi e la lotta è stata decisa, senza tentennamenti, appoggiata spesso più formalmente dal sindacato ma non osteggiata) mentre quanto successo a Lorenteggio è una delle peggiori che io conosca. Perchè questa differenza? Anche noi siamo andati al tavolo ministeriale e lì c’erano le stesse persone che hanno firmato il vostro accordo di trasferimento senza mandato. Perchè con noi non lo hanno fatto?
    Io mi spiego questa differenza con la partecipazione in massa del call center di Sesto alla lotta.
    Leggo spesso in questo periodo prese di posizione delle rsu di lorenteggio contro l’autorganizzazione dei lavoratori, accusati di spontaneismo e di esporsi in prima persona per la mancanza di leggi che li tutelino quando decidono di difendersi da soli.
    Credo che una simile posizione sia uno sbaglio e vada contro a come io intendo il mio ruolo di tutela.
    a Sesto ho accompagnato i miei colleghi che preferivano autorganizzarsi, come rsu essere con loro per dargli protezione e aiuto.
    Quando volevano appendere un comunicato lo facevo io, per evitargli eventuali provvedimenti disciplinari, per le autorizzazioni della questura per i presidi e ora anche in tribunale per le udienze.
    Per me, questo vuol dire dare tutela e promuovere la partecipazione. Non importa se hanno la tessere del sindacato di base o se preferiscono autorganizzarsi, l’importante è stare insieme a condurre la lotta, unire le forze con l’obiettivo di combattere l’ingiustizia, per non subirla.
    Forse la CGIL non approva la mia condotta, la mia partecipazione all’organizzazione della May Day di Milano, al punto san precario ecc, ma certo la mia coscienza mi dice che per avere qualche speranza bisogna unire le forze con chi onestamente cerca di lottare.
    Spero che la mia esperienza e queste mie riflessioni siano utile ai 240,
    un abbraccio
    Valentina Scilironi RSU Esternalizzati Wind Sesto S.G

  5. Maurizio Dotti Dice:

    Visto che si parla di unire le forze vediamo di finirla con le strumentalizzazioni.
    Io credo che la responsabilità di quanto accaduto vada attribuita ai responsabili, a chi ha preso le decisione di chiudere l’accordo il 20.12.
    Le tesi congressuali Cgil non hanno nulla a che vedere con il fatto specifico, ma dimostrano come la discussione sui temi della rappresentanza e della democrazia non sia fine a se stessa se poi si arriva a certi eventi. Si può pensare che sia velleitario pensare di poter cambiare il Sindacato dall’interno. Si può pensare sia velleitario pensare di cambiarlo standone fuori o aderendo ad organizzazioni extraconfederali. Per quanto mi riguarda, nel momento in cui mi appello allo Statuto Cgil, resto all’interno e a quello riconduco la mia critica alla Segreteria Nazionale SLC. Ne consegue che devo rispettare ciò che rivendico, io per primo. Non è questione burocratica perchè quello Statuto dice come si fa Sindacato, secondo quali valori.
    Assemblee, votazioni e mandati non sono mancate in Lorenteggio, ma esternalizzazioni e trasferimenti collettivi non sono cose sovrapponibili. Le adesioni alle iniziative di lotta dimostrano anche che la partecipazione non è mancata. Lorenteggio del resto ha una composizione ed una storia diversa da quella di Sesto e quindi il valore delle alte adesioni agli scioperi è particolarmente significativo. La grande differenza è che Sesto ha potuto decidere per se stessa mentre Milano no.
    Se tutti i call centers Wind d’Italia avessero votato se armonizzare la cessione di Sesto nessuno sa come sarebbe andata a finire.
    La differenza è macroscopica. Il testo ha contrapposto interessi e Lavoratori. Chi ha fatto questa scelta è responsabile perchè fino all’ultimo minuto, prima di abbandonare il tavolo ministeriale, abbiamo ribadito il mandato dei Lavoratori di Milano, abbiamo ribadito che non esistevano le condizioni per siglare quell’ipotesi divenuta poi accordo nonostante le firme, lo sciopero del 24 gennaio, la richiesta delle OO.SS. milanesi di non ratificare il testo. In occasione dell’assemblea dell’8 gennaio la Rsu ha espresso inequivocabilmente la posizione dei Lavoratori di Milano in presenza delle 3 Segreterie Nazionali. Chi giudica per sentito dire, dovrebbe essere perlomeno essere prudente.
    La questione dello “spontaneismo” non è così banale. La frammentazione non rafforza i Lavoratori. Il pluralismo sì. C’è chi ha voluto speculare sul momento e a questi vanno semmai le critiche. Certe iniziative sono venute dall’esterno. La RSU non ne sapeva nulla. Queste persone, restate anonime, hanno esposto i Lavoratori. Per unire le forze bisogna riconoscersi e confrontarsi. L’anonimato è altra cosa ed altro metodo. La cannibalizzazione e lo sciacallaggio sindacale non rafforzano i Lavoratori. La rappresentanza sarà misurata alle prossime elezioni, secondo le regole.
    Maurizio Dotti
    RSU WIND Milano

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